TRASPORTATORI A NASTRO IN ACCIAIO AD ELEVATE PRESTAZIONI DAL 1929

ENI

LA SFIDA

Il polo petrolchimico di Gela, situato nella parte meridionale della Sicilia, è un complesso industriale di raffinazione, trasformazione e stoccaggio degli idrocarburi, nato nel 1963 per iniziativa di Enrico Mattei.
Già al suo nascere, lo stabilimento è stato dotato di una centrale elettrica, composta da 3 unità da 150 MW alimentate da pet-coke, per fornire vapore alla raffineria e produrre energia elettrica da immettere in rete.
Alla fine degli anni '90, la Magaldi ha proposto e realizzato la conversione da umido a secco dei sistemi di estrazione delle ceneri pesanti sulle unità 1- 2- 3, con lo scopo di  evitare gli enormi costi di O&M sugli esistenti sistemi ad umido SCC (Submerged Chain Conveyor). Questi ultimi avevano, infatti, subito gravi problemi di corrosione a causa dell’elevato contenuto di zolfo nelle ceneri pesanti movimentate.

 

IL CLIENTE

L’Eni S.p.A. ha operato nel corso degli anni in molti settori: dall’Oil & Gas alla progettazione e management di centrali elettriche, dall’estrazione mineraria alla raffinazione.
L’Eni possiede la raffineria di Gela, costruita nei primi anni '60 e divenuta leader nell'area del Mediterraneo. Con una capacità di raffinazione primaria bilanciata di 100 mila barili/giorno, l’impianto costituiva un polo integrato, con a monte la produzione di greggio pesante ottenuto dai giacimenti dell’Eni in Africa del Nord, mentre a valle era integrato con i vicini impianti petrolchimici.
Nel 2014 la raffineria è stata fermata per attivare il piano di conversione in una bio-raffineria per la produzione di biocarburanti ad alta sostenibilità ambientale.

 

 

LA SOLUZIONE

Le tre caldaie da 150 MW alimentate a pet-coke erano originariamente dotate di un sistema SCC di trasporto ceneri pesanti ad umido.
Nonostante un continuo controllo del pH, il bagno di acqua dell’SCC era acidificato dalle ceneri pesanti, caratterizzate da un alto contenuto di zolfo. Questo problema portava ad una veloce corrosione dei componenti del trasportatore e delle parti in pressione della caldaia. Inoltre, grandi quantità di acque reflue inquinate erano prodotte e dovevano essere trattate in un apposito impianto.
In considerazione di questi problemi, nel 1998 la Magaldi e l’Eni hanno firmato un contratto BOT (build-operate-transfer) di 12 anni per la conversione da umido a secco del sistema di movimentazione delle ceneri pesanti sulle unità 1 - 2 - 3.
L’Eni ha destinato alla Magaldi, che si è direttamente occupata del funzionamento e della manutenzione dei sistemi fino al 2010, una parte del suo budget annuale precedentemente utilizzato per sostenere i costi di O&M dei vecchi sistemi di movimentazione delle ceneri pesanti.
Grazie all’ installazione di tre sistemi MAC® (Magaldi Ash Cooler), l’Eni è riuscita a:

 

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